Il  lago

LAGO DI PICOL

In Val Brandet, bellissimo solco laterale della Valle di Corteno, tra Edolo e il passo dell’Aprica, s'incontra una gran varietà di specchi d’acqua, alcuni dei quali di notevole bellezza: dal minuscolo Lago di Sonno a quelli quasi sconosciuti - come il Lago del Torsolazzo o quello dell’Agna - e non sempre facilmente raggiungibili. Ma senz’altro il re dei bacini delle Orobie bresciane è lo splendido Lago di Picol (2378 m) che si circonda dei numerosi piccoli laghi del Torsoleto. E’ il maggior bacino naturale alpino dell'intera provincia di Brescia, in barba al nome, che deriva però dal termine picco, pic in dialetto, riferito alla sovrastante vetta piramidale e maldestramente tradotto in Piccolo dai cartografi. Misura, infatti, ben 560 metri di lunghezza e 420 metri di larghezza con una profondità di oltre 65 metri. Sino a luglio può apparire come un sorprendente fiordo nordico, con tanto di piccoli bianchi iceberg galleggianti nelle acque di un intenso blu cobalto. Ricordo che le Valli di S. Antonio sono in parte tutelate dall’istituzione di una Riserva Naturale regionale (www.vallidisantantonio.it) e sono protette anche come SIC (Sito d’Importanza Comunitaria). Un nuovo centro informazioni è posto all’ingresso della Riserva, poco prima di S. Antonio.

 

Itinerario

 

AL LAGO DI PICOL (2378 m) DA S. ANTONIO (1127 m)

 

Segnaletica: segnavia Cai bianco e rosso n° 129

Difficoltà: sino alla Malga Casazza elementare, quindi abbastanza agevole ma faticoso.

Periodo consigliato: fine giugno ‑ ottobre.

Tempi: ore 3,45/4,15.

Dislivello: 1251 m.

 

Parcheggio: piazzale prima di S. Antonio (a pagamento in estate).

Dal parcheggio di S. Antonio (1127 m) si fanno pochi passi sino al ponticello che porta alla frazioncina e, prima di oltrepassarlo, si continua sulla sinistra con una nuova strada che affianca il torrente e che viene ben presto attraversato con un nuovo sproporzionato ponte. Ci s’inoltra in Val Brandet, sempre costeggiando il tumultuoso omonimo torrente e, superato un primo tratto molto ripido, si giunge al bivio con la strada forestale che, seguita a destra, conduce nella parallela Val di Campovecchio. Con più moderata pendenza, si prosegue invece, sul fondovalle e passando tra i fitti boschi e floridi prati con bei cascinali ancora in parte utilizzati per la fienagione e il pascolo, si tocca il Rifugio “Brandet” (1305 m ‑ ore 0.45). Con comodo e suggestivo percorso s'arriva alla testata della valle ed alla conca della Malga Casazza (1450 m - ore 1/1.30). Qui lo scenario è davvero splendido: boschi, cespuglieti, torrenti e cascatelle, racchiusi tra le vette del Monte Palone (ad oriente) del Torsolazzo e del Torsoleto (a meridione), del Monte Sessa e del Corno d'Agna (ad occidente). Da sotto la Malga Casazza il percorso devia in direzione sud‑ovest (a destra salendo) e s'inoltra nella Val di Picol ammantata da fitti cespuglieti d'ontano verde e rododendro. Passa accanto ad una bella cascata ed esce, dopo un tratto ripido e soleggiato, ai ruderi della Malga di Picol (1896 m ‑ ore 2.20/2,40) su un panoramico terrazzo vallivo. Continuando, ora verso sud, si riattraversa il torrente e con percorso meno marcato (attenzione alla segnaletica) ci s'inerpica per magro pascolo e lastroni rocciosi sino a superare lo scosceso gradone sopra il quale, in una selvaggia conca alpestre frequentata da marmotte, ermellini, camosci ed aquile, s'adagia lo splendido Lago di Picol (2378 m ‑ ore 3.45/4). Volendo visitare anche gli altri più modesti ma suggestivi laghi della zona, conviene seguire le tracce che in meno di un’ora portano al panoramico Passo del Torsoleto (2578 m).

Tratto dal volume

Laghi Alpini di Vallecamonica

(clicca qui per saperne di più)

©  Diego Comensoli - 2017

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